Come è andata la reunion?
Molto bene: c’e’ un aspetto immediato ed emotivo. Molte persone si sono
ritrovate nel loro ambiente di quando erano studenti rincontrando gli amici
di allora. Per noi è stato significativo scoprire che c’erano più di 1000 ex
studenti che volevano partecipare. In Italia non vi è l’uso di cercare gli
ex studenti nonostante rappresentino un elemento di forza per il futuro.
Essi infatti offrono un notevole contributo per il miglioramento e lo
sviluppo della struttura universitaria e per questo è importante non perdere
il contatto. Vorrei fare un programma con cui ricontattare e chiedere loro
suggerimenti su certe linee formative.
Penso che l’insegnamento come principio deve essere indipendente dal mondo
del lavoro e dal sistema economico, però nella sua estraneità deve essere
capace di far comprendere cosa sta accadendo nell’ambito di ogni singola
attività lavorativa.
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Come è andata la reunion?
E’ stato un successo perché la gente ha frequentato in maniera costante: il
sabato mattina noi abbiamo fatto 28 workshop lavorando tutta la mattinata.
In ogni work shop c’era un coordinatore che era o un laureato o un
professore della Luiss. Stiamo curando una community via internet in modo
tale da connettere i laureati tra loro e fra loro e l’università. Abbiamo
avuto la disponibilità di molti a tornare in università per mettere a
disposizione la loro esperienza per aiutare
l’università nell’azione di placement. Ora vogliamo programmare questa
iniziativa ogni anno. Dobbiamo vedere se farla in forma generalizzata come
adesso, o per facoltà o per fascia di età. Noi assicuriamo che
ristruttureremo il placement offi ce della Luiss, e ci faremo carico di
aiutare voi studenti sia nella fase immediatamente a valle della laurea sia
per i primi 5 anni dopo la laurea. L’importante è che i laureati si
conoscano e costruiscano un legame che li aiuti a lavorare meglio nei
rispettivi posti di lavoro.
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