Sono trascorsi già dieci anni da quando nell’estate del 1996 si sentì per la
prima volta il nome di Niccolò Fabi e si apprezzò la sua voce alla radio
grazie a “Dica”, primo singolo del cantautore romano. Nella mente dei suoi
fans, e non solo, è senz’altro però rimasta più impressa l’immagine di quel
ragazzo dall’aspetto un po’ trasandato, e soprattutto dalla folta chioma,
che sul palco di Sanremo intonava un brano decisamente orecchiabile e dal
titolo curioso ma quanto mai azzeccato. Il brano in questione era “Capelli”,
ed era il febbraio del 1997; Niccolò era in gara nella Sezione Giovani e
grazie al perfetto mix canzone-interpretazione finì per aggiudicarsi il
Premio della Critica. Dello stesso anno è il suo album d’esordio, “Il
giardiniere”, e con questo l’immagine del classico cantautore ironico e
leggero, che era apparsa di lui, comincia a cambiare per via dei contenuti
musicali e dei testi presenti. La svolta in questo senso avviene però con
“Lasciarsi un giorno a Roma” portata l’anno dopo a Sanremo, sulla scia del
successo dell’album. Ecco che ci si discosta definitivamente dall’idea
dell’idolo delle ragazzine , che proprio non si addiceva
né alla personalità né tanto meno alle ambizioni di Niccolò. Album dopo
album (“Niccolò Fabi”- “Sereno ad Ovest”-“La cura del tempo”- “Novo Mesto”)
è stato raggiunto il vero obiettivo del ragazzo amante dei Police ( Sting lo
volle per aprire i suoi concerti in Italia) : fare della
musica capace di unire alla semplicità ed immediatezza, la cura della forma
e testi
dalla grande profondità. È questo che emerge dai 10 anni di carriera di
Niccolò Fabi. Per l’occasione è stata pubblicata una raccolta, che non
rappresenta però un punto di arrivo, bensì di svolta. Non deve essere
considerato un Greatest Hits, lo stesso Fabi dice di non meritare alcuna
celebrazione piuttosto è come il voler mettere un punto, per poi effettuare
un cambio di direzione, volto ad un maggior interesse per il “suonare” e ad
un conseguente distacco dalla
canzone “da cantautore”. “Dischi volanti” contiene 26 brani, tra cui un
inedito, “Milioni di giorni”. Sicuramente meritano una menzione brani come
“Il mio stato” (2000) e le storiche collaborazioni presenti: quella con Max
Gazzè in Vento d’estate (1998) e quella più recente con Fiorella Mannoia in
“Offeso”, tratta dall’album del 2003 “La cura del tempo”. In particolare
quella con Gazzè
deriva dai trascorsi giovanili dei due, fatti di tante esibizioni in giro
per i locali di Roma in compagnia di altri grandi artisti come Daniele
Silvestri e Federico Zampaglione, tutti poi futuri protagonisti della musica
italiana. Dischi volanti permette agli appassionati di rivivere la splendida
carriera di Niccolò Fabi attraverso i suoi successi migliori ed allo stesso
tempo consente, a
chi non lo avesse ancora fatto, di conoscere ed apprezzare uno dei più
sensibili cantautori italiani, mai banale, capace di discostarsi dai luoghi
comuni.
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