LiberaMente come Home Page    -    Il banner di LiberaMente    -    Aggiungi ai preferiti
Periodico dell'Associazione il Circolo Università di Roma


MAGAZINE - DICEMBRE 2006  
Dieci anni di Niccolò Fabi
 
 
di Simone Buccarelli
s.buccarelli@liberamenteonline.org
LiberaMente Anno V Numero IV Dicembre 2006
 
Sono trascorsi già dieci anni da quando nell’estate del 1996 si sentì per la prima volta il nome di Niccolò Fabi e si apprezzò la sua voce alla radio grazie a “Dica”, primo singolo del cantautore romano. Nella mente dei suoi fans, e non solo, è senz’altro però rimasta più impressa l’immagine di quel ragazzo dall’aspetto un po’ trasandato, e soprattutto dalla folta chioma, che sul palco di Sanremo intonava un brano decisamente orecchiabile e dal titolo curioso ma quanto mai azzeccato. Il brano in questione era “Capelli”, ed era il febbraio del 1997; Niccolò era in gara nella Sezione Giovani e grazie al perfetto mix canzone-interpretazione finì per aggiudicarsi il Premio della Critica. Dello stesso anno è il suo album d’esordio, “Il giardiniere”, e con questo l’immagine del classico cantautore ironico e leggero, che era apparsa di lui, comincia a cambiare per via dei contenuti musicali e dei testi presenti. La svolta in questo senso avviene però con “Lasciarsi un giorno a Roma” portata l’anno dopo a Sanremo, sulla scia del successo dell’album. Ecco che ci si discosta definitivamente dall’idea dell’idolo delle ragazzine , che proprio non si addiceva
né alla personalità né tanto meno alle ambizioni di Niccolò. Album dopo album (“Niccolò Fabi”- “Sereno ad Ovest”-“La cura del tempo”- “Novo Mesto”) è stato raggiunto il vero obiettivo del ragazzo amante dei Police ( Sting lo volle per aprire i suoi concerti in Italia) : fare della
musica capace di unire alla semplicità ed immediatezza, la cura della forma e testi
dalla grande profondità. È questo che emerge dai 10 anni di carriera di Niccolò Fabi. Per l’occasione è stata pubblicata una raccolta, che non rappresenta però un punto di arrivo, bensì di svolta. Non deve essere considerato un Greatest Hits, lo stesso Fabi dice di non meritare alcuna celebrazione piuttosto è come il voler mettere un punto, per poi effettuare un cambio di direzione, volto ad un maggior interesse per il “suonare” e ad un conseguente distacco dalla
canzone “da cantautore”. “Dischi volanti” contiene 26 brani, tra cui un inedito, “Milioni di giorni”. Sicuramente meritano una menzione brani come “Il mio stato” (2000) e le storiche collaborazioni presenti: quella con Max Gazzè in Vento d’estate (1998) e quella più recente con Fiorella Mannoia in “Offeso”, tratta dall’album del 2003 “La cura del tempo”. In particolare quella con Gazzè
deriva dai trascorsi giovanili dei due, fatti di tante esibizioni in giro per i locali di Roma in compagnia di altri grandi artisti come Daniele Silvestri e Federico Zampaglione, tutti poi futuri protagonisti della musica italiana. Dischi volanti permette agli appassionati di rivivere la splendida carriera di Niccolò Fabi attraverso i suoi successi migliori ed allo stesso tempo consente, a
chi non lo avesse ancora fatto, di conoscere ed apprezzare uno dei più sensibili cantautori italiani, mai banale, capace di discostarsi dai luoghi comuni.
 
Stampa questo articolo  

 

 
  Privacy  -  Disclaimer  -  WebSiteInfo