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Periodico dell'Associazione il Circolo Università di Roma


MAGAZINE - APRILE 2008  
Il nuovo zar
Al Cremlino cambia l’inquilino: il delfino di Putin eletto Presidente
 
di Pietro Rizzi
p.rizzi@liberamenteonline.org
LiberaMente Anno VI Numero IV Aprile 2008
 
I Russi, chiamati alle urne, hanno scelto il loro nuovo presidente: Dmitri Medvedev, delfino designato dallo stesso Putin. Il 7 maggio prossimo Medvedev diverrà la più giovane guida del paese dai tempi di Nicola II, a soli 42 anni, dopo aver ottenuto un consenso plebiscitario pari a più del 70%, avvicinandosi al 71,3 % dei consensi ottenuti nel 2004 da Vladimir Putin. I più attenti lettori si ricorderanno di certo del mio articolo di Novembre, dove profetizzavo che, tra i vari contendenti allo scranno più alto del Cremlino, il candidato del partito dell’allora presidente sarebbe stato di certo il futuro presidente.

La candidatura di Medvedev è stata promossa con molte probabilità in considerazione della sua scarsa capacità di iniziativa personale e con la speranza di Putin di poter continuare ad essere la guida suprema. Il futuro presidente, se non altro per la sua giovane età, non ha avuto importanti legami col mondo politico dell’epoca comunista e la sua stessa formazione, avvenuta all’università di San Pietroburgo, è considerata di ispirazione liberale e di vicinanza col mondo europeo. Non va dimenticato che non ha fatto il militare e che quindi non è ben visto dagli ambienti vicini all’esercito e soprattutto dalla nomenclatura provenienti dalle fila dell’ex KGB, che non hanno mai nascosto di preferire a lui Sergei Ivanov, ex ministro della Difesa, principale contendente all’interno del partito di maggioranza alla candidatura come presidente. Si può dire che Medvedev può contare solamente sull’appoggio di Gazprom, il colosso del gas e dell’energia, di cui è stato presidente e grazie alla quale carica è riuscito a crearsi una rete di importanti collaboratori e sostenitori.

Si può quindi credere che sia il candidato perfetto per non oscurare la scena a Putin, futuro capo del Governo designato dallo stesso Medvedev. Ma in Russia si regna uno alla volta e così come Putin da perfetto sconosciuto è riuscito a diventare in pochi anni uno dei leader più autorevoli all’estero e dittatore despotico in patria, allo stesso modo Medvedev sarà in grado, con i poteri che la carica di presidente racchiude in sé, a diventare in pochi mesi monarca assoluto, facendo dimenticare Putin. A differenza del simbolo russo dove l’aquila sinonimo del potere è bicefala, la detenzione del potere è sempre stata monocefala nella patria di Puskin e Dostoevskij.
 
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