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Periodico dell'Associazione il Circolo Università di Roma


MAGAZINE - APRILE 2007  
LiberaMente amarcord
I personaggi di una libera gabbia di matti sempre più grande
 
di Alessandro Marrone
a.marrone
@liberamenteonline.org
LiberaMente Anno V Numero VI Aprile 2007
 
LiberaMente, il periodico degli studenti Luiss che ha pubblicato più numeri nel 2006/2007 e negli ultimi cinque anni, con il magazine che avete tra le mani raggiunge le 28 uscite. Velieri e mercuri, bazar e lab, madame e caffè luiss e altri fogli studenteschi, invece, sono durati purtroppo lo spazio di una primavera. Insomma ormai un nome-una garanzia, e dietro tanti volti e tante storie.

Ad esempio in riunione di redazione si usa che ognuno propone, liberamente, il tema del suo articolo per il prossimo numero, ma c’è sempre il solito, unico, vecchio redattore che da cinque anni non sa mai su cosa scrivere e ogni volta rompe le balle per farsi suggerire un tema, ma poi ti fa un pezzo da prima pagina.

E c’è il redattore che lavora per il giornale con un orgoglio e un impegno che neanche al Corriere della Sera, ma in riunione fa un casino che neanche la gita del liceo.

C’è la redattrice tranquilla e pacifica che zitta zitta ti scrive puntuale sempre un bell’articolo, e magari ce ne fossero di più di persone così.

C’è il redattore che ha mezza pagina da scrivere e poi ne riempie una intera su un filosofo dell’800, e c’è il redattore che non digerisce il mondo e deve far prendere a tutti i lettori la sua bustina di alcaseltzer.

C’è il redattore che riesce a scrivere decine di recensioni cinematografiche ogni mese, e quello che conosce i processi di Calciopoli meglio di Moggi.

C’è il redattore che cura l’impaginazione solo perché adora usare il Mac e far sapere al mondo quanto la Apple sia meglio di Microsoft, e quello che riesce a impaginare anche mentre è in viaggio da Milano a Kiev.

C’è la redattrice talentuosa che al primo articolo ti fa mettere le mani nei capelli per quanto è confusionaria, e la veterana che nonostante l’acume ancora non ha fatto pace con l’italiano parlato.

C’è il redattore economo che tiene i conti del gruppo, e scrive i suoi pezzi con la stessa verve.

C’è il redattore che dopo gli articoli contro i no-global e i PACS è scomparso dall’università, e speriamo che non gli sia successo niente di grave.

C’è la redattrice che scrive dall’erasmus, e quando capita che le sbagliano le foto dell’articolo non può neanche cazziare nessuno perché si trova a 2.000 km di distanza.

C’è il redattore che ha sempre un’idea fissa in testa e se alla fine della riunione di redazione gli chiedi com’è andata, la prima cosa che ti dice è: “Madò! Oggi c’era tanta di quella fica!”.

C’è la redattrice che in riunione è sempre silenziosa e timida, ma scrive pezzi così forti da farti commuovere, e quella che per proporre il suo articolo parla mezz’ora di se e del mondo.

C’è il redattore politicamente scorretto che quando scrive di politica estera scatena la terza guerra mondiale, e la neo-redattrice che rischia di farti querelare dalle altre università.

C’è la redattrice così brava che riesce a scrivere di una festa senza neanche esserci stata.

C’è il redattore che fa il webmaster di un sito da 50.000 contatti, ma prima di mezzogiorno non lo trovi sveglio.

C’è la redattrice che scrive ogni numero di cose diverse, e quello che non si smuove dalla sua rubrica neanche se glielo chiede la CIA.

C’è il redattore che si esprime per aforismi, quello che parla per version, e quello che in meno di due pagine non riesce proprio a contenersi.

C’è la redattrice nordica che si scusa se tarda di un giorno la consegna dell’articolo, e il redattore etneo che dopo una settimana di ritardo riesce ancora ad inventare nuove incredibili scuse, ma valeva la pena aspettarlo.

E infine c’è il redattore che comincia dalla gavetta e diventa direttore, ma continua a cazzeggiare con felicità.

Col lavoro e la passione dei personaggi di questa ciurma la barca di LiberaMente è arrivata in porto per 28 volte da quell’aprile del 2003, tra discussioni e brindisi, riunioni all’una di venerdì notte e impaginazioni la domenica di Pasqua, sempre con qualcosa in più e in meglio rispetto alla volta precedente. Merito di una redazione che è in fondo una gabbia di matti libera, allegra, e sempre più grande e affollata, che quando ti laurei ti dispiace proprio lasciarla. Un po’ come la Luiss.
 
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