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Non c’è che dire, questa volta la Luiss sta davvero facendo le cose per
bene. La rivoluzione che ad ottobre vedrà coinvolti più di 3.000 studenti
(oltre il 50% degli iscritti) è finalmente qualcosa di vero, concreto,
tangibile. La nuova sede di viale Romania è la risposta che gli studenti
aspettavano ormai da troppi anni agli evidenti problemi logistici, di
sovraffollamento e inadeguatezza delle strutture che attanagliano viale Pola.
Una situazione che era diventata ormai insostenibile e che andava risolta al
più presto.
Anche in questo la mano di Pier Luigi Celli è ben più che evidente. Non
vogliamo fare stucchevole piaggeria, ma bisogna ammettere che da quando il
d.g. è arrivato in Luiss si respira un’aria nuova. Abbandonato il
contraddittorio e utopistico sogno-incubo del campus alla Magliana sostenuto
con forza da Adriano De Maio, preso atto della irrealizzabilità del progetto
di Abetiana memoria di trasformare Villa Blanc in un complesso universitario
(si vedano gli arretrati di LM disponibili sul nostro sito), a Celli non è
rimasta altra scelta che mettersi alla ricerca di una struttura in grado di
rispondere alle esigenze di un’università che voglia definirsi tale
nel ventunesimo secolo. Individuato il complesso dell’Assunzione, ormai
dismesso da parecchi anni, Celli ha saputo convincere il Cda della bontà
della sua proposta, nonostante questa comportasse uno sforzo economico di
proporzioni molto significative, con il triplicarsi del budget annuo per le
spese di affitto. Per lunghi mesi le trattative con gli attuali proprietari
dell’immobile sono andate avanti sotto traccia, mentre chi, come noi di LM,
ne era venuto a conoscenza in anteprima, teneva le dita incrociate. E alla
fi ne la buona notizia è giunta. Quella trovata è, probabilmente, la
migliore delle soluzioni possibili per conciliare la centralità di cui
sempre la Luiss ha goduto all’interno della città e la necessità di nuove
strutture. Lo stesso Celli ha ammesso, nel corso dei nostri colloqui, che
avrebbe preferito una struttura più ampia, ma che questa era il massimo che
si potesse ottenere in tempi brevi.
Fatto sta che siamo di fronte a una svolta epocale, che prenderà corpo
gradualmente, non appena ci si renderà conto effettivamente di quanto possa
essere importante la presenza degli uffici dei docenti e della biblioteca
all’interno del complesso universitario e quindi della vita quotidiana degli
studenti, come in ogni università che si rispetti. E ancora di più se, come
ci auguriamo, la fortuna aiuterà gli audaci – soprattutto quelli che
dimostrano buon senso – e il Comune darà l’ok ai lavori per la realizzazione
dell’“economic experimental center”. Allora davvero la Luiss sarà
un’università pronta per riacquisire quella dimensione di eccellenza nella
ricerca che negli ultimi anni è stata troppo vantata senza che ce ne
fosse un riscontro concreto. Un cambiamento di prospettiva di 180° che
speriamo possa servire ai ragazzi per sfruttare al meglio gli anni
dell’università dal punto di vista della crescita umana e culturale prima
ancora che professionale.
Insomma, la dirigenza Luiss s’è svegliata, speriamo che lo facciano anche
gli studenti. |