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Periodico dell'Associazione Culturale


ATTUALITA' - LUISS  
"Tornan la notte ad ardere le favole!"
Lo spettacolo di fine anno del Laboratorio di Teatro della Luiss
 
 di Alessandro Marrone
 a.marrone@liberamenteonline.org
28 Giugno 2007
“Tornan la notte ad ardere le favole!” è stato il suggestivo titolo dello spettacolo di fine anno del Laboratorio di Teatro della Luiss 2006/2007. Il laboratorio è stata la prima attività culturale extradidattica della Luiss a nascere dieci anni fa, su iniziativa degli stessi studenti, e dopo cinque anni di direzione artistica di Giancarlo Fares l’ultimo quinquennio è stato diretto da Ferdinando Ceriani ed Angelo Guidi. In occasione del suo decennale, il laboratorio ha abbandonato il prestigioso palco del Teatro Valle per utilizzare il set offerto nella storica sede Luiss di Via Pola da quel piccolo anfiteatro naturale posto tra la Palazzina ed il Parchetto (ndr i lettori che non conoscono questi due termini non si preoccupino, sono in gergo lussino D.O.C.). Uno scorcio affascinante nelle notti d’estate, reso molto suggestivo da un sapiente gioco di luci che ha dipinto di viola, argento e porpora gli alti pini marittimi che hanno visto passare generazioni di studenti.

Anche quest’anno per dar modo di recitare ad oltre 40 ragazzi e ragazze lo spettacolo è stato costruito sull’alternarsi di diverse storie, ora comiche ora tragiche, interpretate da più cast di attori. Accompagnati da un’azzeccata colonna sonora a ritmo di jazz che ha mescolato il brio di Duke Ellington alla malinconia di Luis Armstrong, sono stati messi in scena assaggi di testi appassionati e irriverenti come Lisistrata di Aristofane, Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, Cyrano de Bergerac di Rostand, mescolati a momenti più amari e tragici presi da brani di Wilde, Camus e Brecht.

Nelle scene tratte dalla commedia Lisistrata, che in greco vuol dire “colei che scioglie gli eserciti”, le ragazze protagoniste hanno preso gusto nel rendere attuale e viva, con il giusto tocco di ironia, la divertente storia dello sciopero sessuale messo in atto dalle mogli ateniesi e spartane contro i loro mariti, per convincerli a porre fine alla Guerra del Peloponneso. E’ inutile dire che come al solito il sesso cosiddetto debole ha vinto su quello supposto forte (come direbbe Giobbe Covatta, mai scommettere sul carro di buoi).

La rivisitazione del Sogno di Shakespeare ha invece messo da parte gli intrighi amorosi tra fate e principi, e puntato sulla vicenda della scalcinata compagnia di attori che incaricato di mettere in scena il dramma di Piramo e Tisbe alla corte di Teseo. La genuina comicità propria dei ragazzi che di fatto interpretavano se stessi nel ruolo di inesperti attori, è stata condita con la giusta dose di spinti doppi sensi e grotteschi travestimenti, strappando più di una risata ad un pubblico ben disposto allo scherzo.

Tutt’altri tasti ha invece toccato la messa in scena della storia del celebre poeta, dal naso micidiale quanto la sua spada e la sua lingua. Dalla passionalità ed eloquenza guascone alla struggente poesia dell’innamoramento, dalla malinconia dell’amore non corrisposto al pathos della morte, uno straordinario testo è stato ben interpretato da diversi Cyrano che, accompagnati da buone spalle, hanno saputo condurre il pubblico in un’altalena di emozioni fino alla fine di chi “in vita sua fu tutto, e non fu niente”.


Lo spettacolo è stato dedicato da tutto il laboratorio ad Angelo Guidi, che è quest’anno purtroppo è venuto a mancare alla sua famiglia, ai suoi amici e ai suoi attori
 
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