“Tornan la notte ad ardere le favole!” è stato il suggestivo titolo dello
spettacolo di fine anno del Laboratorio di Teatro della Luiss 2006/2007. Il
laboratorio è stata la prima attività culturale extradidattica della Luiss a
nascere dieci anni fa, su iniziativa degli stessi studenti, e dopo cinque
anni di direzione artistica di Giancarlo Fares l’ultimo quinquennio è stato
diretto da Ferdinando Ceriani ed Angelo Guidi. In occasione del suo
decennale, il laboratorio ha abbandonato il prestigioso palco del Teatro
Valle per utilizzare il set offerto nella storica sede Luiss di Via Pola da
quel piccolo anfiteatro naturale posto tra la Palazzina ed il Parchetto (ndr
i lettori che non conoscono questi due termini non si preoccupino, sono in
gergo lussino D.O.C.). Uno scorcio affascinante nelle notti d’estate, reso
molto suggestivo da un sapiente gioco di luci che ha dipinto di viola,
argento e porpora gli alti pini marittimi che hanno visto passare
generazioni di studenti.
Anche quest’anno per dar modo di recitare ad oltre 40 ragazzi e ragazze lo
spettacolo è stato costruito sull’alternarsi di diverse storie, ora comiche
ora tragiche, interpretate da più cast di attori. Accompagnati da
un’azzeccata colonna sonora a ritmo di jazz che ha mescolato il brio di Duke
Ellington alla malinconia di Luis Armstrong, sono stati messi in scena
assaggi di testi appassionati e irriverenti come Lisistrata di Aristofane,
Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, Cyrano de Bergerac di
Rostand, mescolati a momenti più amari e tragici presi da brani di Wilde,
Camus e Brecht.
Nelle scene tratte dalla commedia Lisistrata, che in greco vuol dire “colei
che scioglie gli eserciti”, le ragazze protagoniste hanno preso gusto nel
rendere attuale e viva, con il giusto tocco di ironia, la divertente storia
dello sciopero sessuale messo in atto dalle mogli ateniesi e spartane contro
i loro mariti, per convincerli a porre fine alla Guerra del Peloponneso. E’
inutile dire che come al solito il sesso cosiddetto debole ha vinto su
quello supposto forte (come direbbe Giobbe Covatta, mai scommettere sul
carro di buoi).
La rivisitazione del Sogno di Shakespeare ha invece messo da parte gli
intrighi amorosi tra fate e principi, e puntato sulla vicenda della
scalcinata compagnia di attori che incaricato di mettere in scena il dramma
di Piramo e Tisbe alla corte di Teseo. La genuina comicità propria dei
ragazzi che di fatto interpretavano se stessi nel ruolo di inesperti attori,
è stata condita con la giusta dose di spinti doppi sensi e grotteschi
travestimenti, strappando più di una risata ad un pubblico ben disposto allo
scherzo.
Tutt’altri tasti ha invece toccato la messa in scena della storia del
celebre poeta, dal naso micidiale quanto la sua spada e la sua lingua. Dalla
passionalità ed eloquenza guascone alla struggente poesia
dell’innamoramento, dalla malinconia dell’amore non corrisposto al pathos
della morte, uno straordinario testo è stato ben interpretato da diversi
Cyrano che, accompagnati da buone spalle, hanno saputo condurre il pubblico
in un’altalena di emozioni fino alla fine di chi “in vita sua fu tutto, e
non fu niente”.
Lo spettacolo è stato dedicato da tutto il laboratorio ad Angelo Guidi, che
è quest’anno purtroppo è venuto a mancare alla sua famiglia, ai suoi amici e
ai suoi attori
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