|
Grande successo di pubblico
per l’incontro dal titolo “Come fare squadra” con Flavio Briatore,
organizzato dal Circolo Giovani nella serata di Lunedì 10 Settembre.
L’incontro si svolgeva nel quadro del ciclo “Incontri coi protagonisti”,
volto ad avvicinare i soci del Circolo Giovani a figure di grande caratura
del mondo della politica, della cultura e del lavoro.
Per la serata si era anche mobilitata una grande attività sul web: tramite
il blog del Circolo Giovani erano state raccolte le domande da porre a
Flavio Briatore e via webcam è stata trasmessa sul blog stesso la diretta
dell’evento.
Il protagonista della serata non ha deluso le aspettative dei presenti,
raccogliendo applausi praticamente ad ogni intervento. Un Briatore vivace e
che non ha perso occasione per raccontarsi come uomo d’affari e di successo
e per togliersi qualche sassolino nella scarpa nei confronti di una politica
in declino e in particolar modo dell’attuale maggioranza di governo.
“Il futuro è dei giovani – ha esordito Briatore – dato che loro hanno la
creatività e la capacità di inventare nuove strategie in un mondo ormai
divenuto piccolo, veloce e competitivo. Ormai ci sono nuove regole in gioco,
e solo i giovani sono capaci di comprenderle e metterle a frutto. Quando ho
comunicato in Formula 1 ho rischiato, ho assunto tecnici giovani, ho preso
sotto la mia ala protettiva uno Schumacher appena ventiduenne. Allora
eravamo visti con diffidenza se non disprezzo dal resto del circus. Ma dopo
quattro anni avevamo già conquistato il nostro primo mondiale.”
“Bisogna fare squadra per avere successo. – continua Briatore – scegliere le
persone giuste con le idee giuste, avere un team coeso e capace,
riconoscendo i meriti senza avarizia. Bisogna saper mettere a frutto le
intuizioni in base al capitale disponibile, e focalizzare obiettivi chiari
col team. Solo così si giunge al successo e alla ricchezza. Ma una volta
arrivati non si deve cadere nell’arroganza e nella mancanza di rispetto per
gli altri.”
L’incontro poi ha toccato temi della vita personale di Briatore come la
malattia, il destino e la fede: “Credo in Dio, sono cattolico, ai miei tempi
si era tutti chierichetti, si andava tutti all’oratorio, ma ormai la vita mi
ha allontanato dalla pratica religiosa. Credo però nel grande disegno, anche
se il destino ognuno può entro certi limiti modificarlo per avere successo e
per superare i momenti difficili. Quanto la malattia mi ha colpito, ho avuto
paura, ho sentito quanto siamo fragili. Ma poi la vita continua, e ho capito
che si può scegliere e si può andare avanti.”
Ma come risolvere i problemi cronici del paese, come innovare l’Italia? Il
fare squadra è applicabile alla vita politica? “La soluzione è non basarsi
su prodotti comuni. La globalizzazione ha reso semplice per i concorrenti
internazionali clonare le produzioni industriali tipiche. La soluzione per
l’Italia è puntare su prodotti non clonabili, e sicuramente non è clonabile
la nostra posizione geografica, le nostre bellezze artistiche, il nostro
paesaggio. E’ lì che l’Italia potrebbe puntare. Invece investiamo nel
turismo la metà della Grecia, siamo stati sorpassati dalla Spagna e da altri
paesi europei, e anziché puntare su infrastrutture come il Ponte sullo
Stretto, l’attuale governo sta addormentando la politica. E’ indecente che
ci si lamenti tanto del turismo in calo, e poi si cerchi di succhiare il
sangue ai turisti in quell’unico mese di vacanza, lasciandoli senza
infrastrutture come in Calabria o sommersi dalla spazzatura in Campania i
dalle tasse in Sardegna.”
Briratore ha poi continuato senza freni sul tema della politica: “La
politica italiana deve ritrovare i giovani. La situazione attuale fa paura:
gerarchie vecchie, coalizioni che si formano per vincere la sfida elettorale
ma poi non riescono a restare coese per governare concretamente. I modelli
europei sono ancora lontani, sia come età anagrafica dei personaggi politici
sia come efficacia delle loro azioni. In Italia un giovane viene visto come
un rivale più che come una risorsa. I giovani devono essere più aggressivi,
più motivati. La tentazione di studiare e lavorare all’estero la capisco e
la trovo sicuramente positiva per la carriera personale. Si tratta di scelte
che non posso biasimare.”
“Certo, l’attuale governo rasenta la vergogna. – conclude Briatore -
Ministri incompetenti rispetto al loro mandato come Di Pietro, radical-chic
di sinistra che non hanno mai lavorato che attaccano chi come me lavora, si
impegna e ha successo, raccogliendo manifeste figuracce come la Melandri, e
mostrandosi irresponsabili minacciando il mio locale, il Billionaire, come
Diliberto. Minacciarmi con le bombe, per quanto virtuali, è vergognoso,
specie per un politico. Col Billionaire fatturo 7 milioni di euro a
stagione, di cui 3 finisicono direttamente nelle casse della regione
Sardegna. Abbiamo 300 dipendenti, creando un buon indotto. E poi Soru mi
minaccia con tasse e controlli della finanza ogni giorno. Ma io vivo sereno;
non ho mai avuto debiti, non ho mai fatto sgarbi, sono soddisfatto con me
stesso e sicuro di me.”
Articolo pubblicato sull'inserto Il Circolo del settimanale Il Domenicale
del 15/9/2007
|