Inseguivano la scia del ’68 ed erano riconoscibili per il loro
inconfondibile stile “trasandato”. Leader e incitatori di masse studentesche
nei licei e nelle università, erano questi i giovani politicamente impegnati
di un tempo non molto lontano. Da qualche anno a questa parte la gioventù
politica più attiva, ha un’altra veste.
Non si riconosce in simboli particolari, ma c’è qualcosa di più importante
di un segno a contraddistinguerla: è la voglia di capire in quale direzione
stia girando questo mondo e l’impegno per evitare che l’Italia giri in
direzione opposta. Loro hanno pochi miti da rincorrere, ma progetti concreti
da realizzare. Sono i giovani di un centro-destra che ha individuato la
mossa vincente per far risorgere la propria politica: coinvolgere proprio i
ragazzi affinché contribuiscano con idee moderne alla gestione di una
società così globalizzata, che se non sei giovane stenti a capire. E’
difficile ignorare questa gioventù, adesso che è formata da decine di
migliaia di ragazzi, attivi sul territorio ed immancabili nei raduni
nazionali.
La loro partecipazione al V Convegno dei Circoli del Buon Governo, che
nell’ultimo giorno è arrivato a contare 5700 partecipanti, è la prova che
essi non si sono rassegnati all’idea che la politica sia uno “sporco
affare”. Massimo Pepe e Luigi Derose nella politica sembrano ancora crederci
con fermezza. Entrambi studenti alla Luiss, sono stati eletti quest’anno a
Monte atini per entrare a far parte di quel team che con Dell’Utri, dirigerà
le fila del movimento liberale. Luigi mostra un grande entusiasmo per esser
riuscito a entrare in questa squadra “ci sentiamo finalmente parte di
qualcosa di serio e concreto” ci confida, e alla domanda su quali siano le
carte vincenti del Circolo, risponde: “i giovani, a mio avviso, cercano 3
cose in un associazione: che sia seria, che sia coinvolgente e che li
prepari culturalmente per poter magari diventare, un domani, la futura
classe dirigente. Qualità che di certo non mancano alla squadra capeggiata
del Circolo” .
Impera oggi la convinzione che i ragazzi siano diffidenti rispetto a tutto
ciò che è politico e che siano loro i profeti dell’antipolitica, eppure
Massimo la pensa diversamente: “i giovani sono molto interessati alla
politica a differenza di quello che si pensi. Basta saper proporre loro
progetti validi e ragionevoli e dar loro voce affinché esprimano idee e
perplessità. Chi dunque meglio dei Circoli può dare testimonianza di come
non appena si proponga qualcosa di differente i ragazzi aderiscano con
grande affluenza e convinzione.” Lo spirito che oggi anima tali realtà è
intriso d’entusiasmo e la capacità di questi ragazzi di guardare avanti con
positività è un grande esempio per tutti. Ci auguriamo che essi riescano a
dare il meglio di sé alla politica affinché si continui con ammirazione a
credere in loro.
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