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Periodico dell'Associazione il Circolo Università di Roma


SPECIALE MONTECATINI  
Montecatini ‘07: L’inizio di una nuova stagione
 
 
di Giuseppe Guglielmino
guglielmino@ilcircologiovani.it
LiberaMente Anno VI N° III Dicembre 2007


I lavori di Montecatini del 9, 10 e 11 novembre, quest’anno sono stati particolarmente
rilevanti per i soci dei circoli del buon governo e per lo scenario politico italiano. Da lì a pochi giorni, infatti, l’assetto del centro-destra è totalmente cambiato. La linea annunciata dal senatore Marcello Dell’Utri, presidente dell’Associazione Nazionale de “Il Circolo del Buon Governo”, ha chiarito definitivamente la natura dei circoli, che pur mantenendo un’anima culturale propria, sono diventati a tutti gli effetti una componente di Forza Italia, prima, e del nuovo partito del popolo delle libertà, ora. Il convegno è stato chiuso da Silvio Berlusconi che ha accolto positivamente le affermazioni del senatore riguardo ai circoli del buon governo e ha chiarito le linee guida per i prossimi appuntamenti elettorali. Le candidature andranno discusse e individuate tra gli appartenenti alle varie componenti e ai movimenti della vecchia Casa delle Libertà e da oggi anche con i circoli.

La voglia di cambiare era da tempo nell’aria. Da più di un anno Berlusconi aveva intenzione di fondare un grande partito del centro-destra, trovando sempre degli impedimenti da parte degli “alleati”. La nascita del Partito Democratico è stato il giusto acceleratore per avviare questa nuova stagione. La partecipazione al convegno da parte dei ragazzi è stata nettamente superiore rispetto agli altri anni. Si è voluto, infatti, allargare la base democratica del gruppo facendo votare tutti i soci e i simpatizzanti per eleggere il 50% del consiglio direttivo nazionale de “I Circolo del Buon Governo”. Per l’occasione sono intervenuti più di 8 mila votanti, mentre gli effettivi convegnisti sono stati oltre 6 mila. Da questi numeri è chiara la volontà dei giovani di prendere finalmente parte in maniera attiva al processo di formazione della nuova classe politica. La speranza è quella di non vedere più le solite facce e “i vecchi parrucconi”.
 

 

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