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C’è che Beppe Grillo s’è messo in testa di fare il
politico. Noi non ne sentivamo la mancanza e se qualcuno la sentiva
significa che la politica italiana sta andando più a put...ane di Emanuele
di Savoia, Lapo e Califano messi insieme. C’è che da sempre dalle nostre
parti si prova un’immensa antipatia per chi si pone al di sopra degli altri.
C’è che detestiamo l’idea di un tedoforo nazional-popolare che, anziché la
fiaccola olimpica, suppone di portare nel mondo la Verità. Insomma, il
personaggio non ci piace e non che la nostra opinione valga un granché, ma
(e mi rivolgo alle matricole) visto che abbiamo ancora voglia di scrivere
per questo fantastico giornale che da sei anni è la voce libera degli
studenti alla Luiss, beh, vogliamo almeno motivare questa nostra antipatia.
Eppoi siamo della scuola di pensiero che chi ha qualcosa da dire la può dire
solo e solo se poi abbia altrettanto da dire per motivarla. Solo in quel
caso vale quel nobile pensiero di Voltaire secondo il quale bisognerebbe
morire pur di permettere all’avversario di esporre la propria idea. Per il
resto crediamo che sia meglio stare zitti.
Dicevamo del nostro malanimo per Grillo, certamente non odio perché l’odio
si riserva solo ai grandi amori. Di cose vere ne dirà anche lui, certo, ma
dire la Verità è altro. Chi davvero volesse immolarsi sul sacro altare della
Verità farebbe la fine di quel Catone di dantesca memoria, andrebbe incontro
alla sua distruzione. Perché la Verità non è una sostanza di fattura umana,
profuma di divino. Grillo, invece, pensa che la Verità assoluta sia di
questo mondo, ma questo è il mondo della Verità relativa. La denuncia è di
questo mondo e anche le battaglie giuste sono di questo mondo, e purtroppo
anche le guerre. E allora Grillo, secondo la nostra inutile opinione,
dovrebbe organizzare non uno, ma mille Vaffa-Day, uno in ogni Comune
italiano, e aiutare i cittadini
a risolvere le tante piccole truffe di ogni giorno, perché il problema è
proprio questo: la Mega-Truffa-Italia è un sistema decentrato di tanti
microscopici raggiri, che tutti insieme affondano il Paese. Un altro partito
non serve, perché non è possibile cambiare le regole del gioco accettando
quelle stesse regole, ma un movimento che raccolga il malessere di un
quotidiano, a volte ai limiti del sopportabile per tante famiglie italiane,
ìì, e allora, anche se non nutre della nostra simpatia, e dubitiamo che non
sappia farsene una ragione, Grillo avrà il nostro sostegno come quello di
tanti altri stufi di essere presi per i fondelli.
Un ultimo appunto. Rubiamo a Giuliano Ferrara una bellissima riflessione
sulla politica e sulle ideologie. Oggi si dice che le ideologie siano morte,
ma esse restano indispensabili alla Politica (la p maiuscola non è un errore
di stampa); l’ideologia, infatti, che non dev’essere necessariamente
totalizzante e sanguinaria come quelle del Novecento, fornisce al cittadino
votante uno strumento di garanzia: il cittadino sa, se il politico ha una
base di valori di riferimento, come questi si comporterà nel caso in cui
venisse eletto. Senza idee e valori di base non si fa Politica, ma politica
come per tutte la seconda repubblica.
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