Avete mai letto “Tonio Kroeger” di Thomas Mann? Il protagonista del romanzo
è l’archetipo dell’artista e, in quanto tale, vive un profondo e lacerante
dissidio interiore, causato dalla consapevolezza di essere diverso dai
Biondi. Questi ultimi rappresentano la classe borghese ed il suo ideale di
vita, fondato sul rispetto delle regole. La diversità dell’artista risiede
nella ricerca dell’inafferrabile, che, inevitabilmente, lo condurrà oltre i
limiti permessi. Tuttavia l’autore giunge alla conclusione che l’arte si
rivolge alle persone comuni e non solo ad una ristretta cerchia di eletti e
dunque l’artista ha il compito di operare una sintesi tra i due mondi
dell’arte e della vita.
Noi della bustina di Alkaseltzer invidiamo profondamente i Felici, come Mann
invidiava i Biondi.
I Felici sono convinti che l’amore
sia una cosa meravigliosa e, folli, non si accorgono di quanto sia deleterio
innamorarsi per il sano equilibrio gastro-intestinale.
Noi dell’Alkaseltzer sappiamo bene cosa sia l’amore, se non altro
perchè il luogo privilegiato di questo sentimento è qui, nel sottosuolo.
Quando il corpo si innamora è perso per sempre il dolce poltrire sul divano
davanti alle partite. Qui a casa nostra è tutto un continuo eruttare di
emozioni e il caldo si fa così intenso che non bisogna più pagare la
bolletta del gas. Il sangue, impazzito, corre su e giù nelle vene e produce
un rumore assordante, rendendo vana la speranza di godersi almeno qualche
ora di sonno la notte. Anche perché, tutte le sere, fino ad ora tarda,
giungono dai timpani insopportabili
lamenti amorosi, frutto delle estenuanti trattative tra i due amanti su chi
debba riagganciare per primo. Come Mann capisce di dovere fare i conti con i
Biondi, così noi capiamo che all’amore non si sfugge. Il nostro compito
dalla sala dei bottoni, allora, è quello di sventolare bandiera bianca
nell’impari lotta contro Cupido e lasciare che sia lui a dettare le
condizioni dell’armistizio, cercando un qualche compromesso tra il nostro
pigro mondo sotterraneo e la felicità.
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