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Periodico dell'Associazione il Circolo Università di Roma


RUBRICHE - 4 CHIACCHIERE CON...  
"Risultati concreti per avere una università più umana"
Roberto Pessi, nuovo preside della Facoltà di Giurisprudenza della Luiss
 
di Felice SImonelli e Rosita Romano
f.simonelli@liberamenteonline.org
LiberaMente Anno VI Numero I Ottobre 2007
 
“Negli ultimi mesi abbiamo ottenuto risultati concreti: tutta la facoltà, i docenti e anche gli studenti hanno contribuito alla definizione ed al raggiungimento degli obiettivi. Nei prossimi due anni dedicherò tempo ed energie per rimettere “a posto” le cose ed avere un’università più umana, oltre che più formativa. La ricompensa più gratificante è andare a letto ogni sera con la giusta serenità, senza alcun rimprovero da fare a me stesso per il mio operato”. Soddisfatto del lavoro
svolto sinora e fiducioso negli sviluppi futuri, il prof. Roberto Pessi, nuovo preside della Facoltà
di Giurisprudenza della LUISS Guido Carli, ha mostrato ancora una volta sincera disponibilità al dialogo con gli studenti.

Lei è stato nominato appena pochi mesi fa, eppure già si vedono concrete novità, ispirate anche alle istanze portate avanti dalla nostra rappresentanza studentesca. Quali sono i risultati ottenuti?
“E’ stato varato il nuovo ordinamento con una riduzione del numero di esami complessivi, con la nuova durata semestrale dei corsi, col miglioramento della didattica, con la suddivisione dei 5 anni in 3 anni e mezzo di insegnamenti comuni e la successiva scelta di uno tra i 10 profili formativi caratterizzanti attivati”.

Una nuova riforma genera qualche preoccupazione negli studenti che negli ultimi anni sono stati già “travolti” da due riforme affrettate. Come tranquillizzarli?

“Gli studenti del I, II e III anno possono senza ombra di dubbio ritenersi soddisfatti: vedono una riduzione complessiva del numero di esami e la creazione di un percorso formativo di altissimo livello che si conclude con profili formativi caratterizzanti, una vera e propria “carta di credito” spendibile nel loro futuro. Sono consapevole che gli studenti degli ultimi anni hanno avuto non pochi problemi col passaggio dal 3+2 all’1+4. Mi sto occupando personalmente ed in concreto dei ragazzi del IV e del V, evitando ulteriori traumi ed avendo offerto anche a loro la possibilità di scegliere tra i diversi indirizzi attivati.”

Quali sono le linee guida che intende seguire nel suo operato?
“Innanzitutto garantire il rafforzamento dell’efficienza della facoltà rispetto agli studenti, con una struttura formativa che consenta di seguire le lezioni, sostenere gli esami entro i tempi dovuti e prepararsi al meglio. Secondo, abbandonare il modello di insegnamento unico e puntare su un triennio in cui si sviluppa una forte base formativa comune e su un successivo percorso di studi maggiormente individualizzato,legato alle singole vocazioni degli studenti. Esistono 10 profili formativi caratterizzanti, alcuni con contenuti classici (civile, penale, amministrativo, pubblico,
...), altri con una più accentuata dose di innovazione (mercati e contratti finanziari, innovazione e concorrenza, lavoro e relazioni industriali,...); tutto ciò al fine di rispondere alle richieste che provengono dal mondo del lavoro, favorire l’allocazione delle risorse sul mercato e garantire quindi una rapida occupazione”.

Come intende sviluppare la connessione tra università e mondo del lavoro?
“Bisogna puntare sui tirocini, sia nell’ultimo anno di laurea, sia nei 2 anni di post laurea, in modo da sviluppare un percorso formativo che sia integrato con il mondo delle imprese. L’obiettivo concreto è stipulare convenzioni per stage con imprese e studi legali per almeno 500 studenti all’anno. La battaglia per rafforzare i collegamenti col mondo del lavoro va vinta assieme,
con il contributo dell’intera facoltà, di tutto il corpo docenti e anche con un incisivo stimolo degli
studenti, lo stesso che c’è stato in questa prima fase di riforma”.

In che modo gli studenti possono contribuire ai risultati?
“Sono stato rappresentate degli studenti alla Sapienza nel 1968 e, nonostante la situazione a dir poco turbolenta di quegli anni, ho sempre gestito il rapporto con i professori della facoltà in maniera trasparente e costruttiva riuscendo ad ottenere cambiamenti concreti. Gli strumenti che avete sono soprattutto i giornali e la radio e vanno utilizzati per esprimere una critica costruttiva che sia da stimolo alle istituzioni universitarie. Questa è una battaglia che o vinciamo insieme
o perdiamo tutti”.

Sulla base della sua profonda esperienza del mondo universitario, quali ritiene siano i punti di forza della LUISS?
“La LUISS è una comunità accademica costituita da docenti, collaboratori e studenti molto compatta. Sul versante della preparazione i ragazzi della LUISS sono molto preparati, costituiscono una popolazione studentesca di élite. I colleghi docenti sono di elevatissima qualità. L’unica cosa che invidio ad altre realtà è la formazione post laurea. E’ un punto che intendo fermamente valorizzare nella nostra università”.

Che messaggio lancia alle matricole?
“Le matricole possono stare tranquille, hanno cinque anni davanti e noi lavoreremo per raggiungere in concreto gli obiettivi che ci siamo posti”.
 
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