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“La forza della Luiss siete voi, gli studenti”, è la
base su cui il preside Di Giorgio vuole lavorare.
Lei è stato di recente nominato preside della facoltà di economia.
E’ già riuscito a farsi una idea della situazione alla Luiss?
Un’idea l’avevo già, visto che è un’università in cui lavoro ormai da sette
anni a tempo pieno, sto iniziando a confrontarmi con delle nuove tematiche e
con delle situazioni complesse. È un momento importante per la nostra
università perchè è stato compiuto uno sforzo finanziario rilevante per la
realizzazione della nuova e prestigiosa sede che offrirà, a regime,
condizioni
ideali per la didattica e la ricerca.
Quali linee guida intende seguire all’interno del suo incarico?
Il consiglio di facoltà ha deciso di rivedere l’intera offerta formativa con
rivoluzionandola ma aggiornandola in modo da renderla più competitiva. In
particolare le due direttive che vogliamo seguire sono: a) l’istituzione di
un corso di laurea unico con 10/12 insegnamenti fondamentali in comune in
grado di fornire a tutti gli studenti solide conoscenze sulle discipline di
base, 5-6 insegnamenti caratterizzanti un numero limitato di indirizzi che
consenta di acquisire un minimo di specializzazione già alla fine del
triennio, e un paio di insegnamenti liberamente scelti dagli studenti; b)
potenzieremo poi l’offerta delle lauree magistrali in modo che possano
fornire un vero percorso di approfondimento nella specializzazione prescelta
evitando ripetizioni e sovrapposizioni dei contenuti rispetto al triennio.
Gradualmente, amplieremo anche l’offerta dei corsi in lingua inglese.
Quali sono i punti di forza della Luiss e come intende valorizzarli?
Voi siete il punto di forza della Luiss. Ho insegnato a La Sapienza, conosco
il mondo della Bocconi e di Tor Vergata e ho constatato che gli studenti
della Luiss danno la possibilità di lavorare su un materiale umano
eccellente. Altro punto di forza è la vicinanza col mondo del lavoro che
offre sollecitazioni, stimoli e materiale umano di qualità: ciò contribuisce
a consentire
un placement professionale di livello.
Come pensa di promuovere la connessione fra l’università e il mondo del
lavoro?
È necessario organizzare più di frequente momenti di incontro con banche
internazionali, imprese, istituzioni e autorità di regolamentazione. E
studiare insieme percorsi didattici e di ricerca che siano di interesse
reciproco. E’ anche auspicabile promuovere l’incontro periodico dei laureati
in economia della Luiss, in modo da formare un network con il mondo del
lavoro e di poter ritrovare così gli ex colleghi.
Che tipo confronto può fare tra le università straniere e quelle
italiane?
In Italia esistono grandi università pubbliche che producono delle
eccellenze ma non forniscono una preparazione medio-alta ad un numero
adeguato di studenti. In Italia abbiamo pochi concorrenti per dimensioni,
struttura e organizzazione. La qualità media degli studenti è molto alta
anche perché ne viene selezionato un numero ridotto. Ma a livello
internazionale, fuori dall’Europa, la Luiss non era ancora molto conosciuta,
pur avendo una didattica di livello molto buono. Anche perciò è stato fatto,
e si vuole continuare a fare un investimento sulla ricerca, ad ogni livello.
Gradualmente, stiamo cercando di costruirci una reputazione internazionale
anche nella ricerca, chiaramente con l’obiettivo di migliorare ulteriormente
i già notevoli risultati positivi ottenuti
nella didattica.
Il consiglio ha approvato la riduzione del numero d’appelli d’esame.
Vorremo sapere da Lei perché avete preso questa decisione e in che ottica?
L’ottica è quella che il mondo cambia e 9/10 appelli per ogni esame, sia per
corsi con 150 che con 10 studenti, è una allocazione inefficiente delle
risorse. Se si vuole stimolare l’eccellenza nella ricerca e nella didattica,
non si possono sprecare tempo e energie. Perciò opereremo una
razionalizzazione degli appelli d’esame che saranno organizzati dalla
presidenza in modo da permettere a tutti gli studenti di sostenerli al
termine dei corsi sapendo all’inizio del semestre le date d’esame. Inoltre,
a discrezionalità dei professori, in base alle specificità della materia
e della classe potrà essere aggiunto un ulteriore appello per sessione.
L’altra grande proposta di cui mi sono fatto carico è quella della
razionalizzazione dell’orario delle lezioni in modo da garantire la
possibilità di aver più giorni da dedicare allo studio trattenendo gli
studenti in aula, auspicabilmente, al massimo per tre giorni.
Non si rischia di sacrificare la quantità per la qualità?
Se valutiamo la proposta estesa si passa da 8/10 appelli a 7, quindi non è
una riduzione insostenibile. Non era invece utile avere 8/10 appelli per i
corsi più piccoli e nelle lauree magistrali.
Quale messaggio vuole inviare agli studenti della Luiss?
Sto lavorando tantissimo per potervi dare una facoltà più moderna ed
efficiente di quella già buona che avete e ho la possibilità di partire da
solide basi e dall’opportunità di collaborare con un ottimo corpo docente.
Dobbiamo cercare di metterci al passo con i competitors internazionali che
corrono veloci.
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