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Periodico dell'Associazione il Circolo Università di Roma


RUBRICHE - 4 CHIACCHIERE CON...  
Se Strada ha più potere di Prodi e D’Alema
Il Prof. Luigi Compagna commenta senza ipocrisie le ultime vicende politiche
 
di Anna Adornato
a.adornato@liberamenteonline.org
LiberaMente Anno V Numero VI Aprile 2007
 

Titolare della cattedra di Storia dei Partiti politici nella Facoltà di Scienze Politiche alla Luiss Guido Carli, il prof. Luigi Compagna è un perfetto esempio di come si possa sconfiggere il delittuoso morbo del terzismo equidistante: le vostre parole siano si’ si’ e no no, dice la Bibbia, e la parole del prof. Compagna sulle ultime vicende politiche per nulla si prestano alla retorica ingessata e nebulosa del politically correct.

Il voto del 27 marzo in Senato sul rifinanziamento della missione in Afghanistan ha visto andare in scena il copione delle cosiddette “geometrie variabili”, essendo stati determinanti i voti dei cinque senatori a vita e i venti di Casini per una maggioranza che da sola non avrebbe raggiunto l’autosuffi cienza politica. Lei come commenta questo episodio? “All’indomani delle elezioni politiche ,quando le urne decretarono un centro-sinistra
un po’ più che pari e un centro-destra un po’ meno che pari, la democrazia parlamentare italiana avrebbe avuto l’esigenza di un’alleanza diversa da quella costituita in seguito. Rammento quando Silvio Berlusconi introdusse l’ipotesi di “Grosse Coalition” e la proposta incontrò il favore di un noto politologo non certo sospetto di berlusconismo: Giovanni Sartori. Prodi&co, tuttavia, furono completamente insensibili a tale richiamo e la stagione politica siavviò subito verso una sorta di “bicameralismo appannato” non soltanto in tema di politica estera, tanto che a febbraio si è
giunti alla fatidica crisi di governo. Si è creduto irresponsabilmente di poter arginare tale crisi brandendo la questione della legge elettorale, il che ha reso ulteriormente ingovernabile
il Senato. Arrivo a dire che se la maggioranza avesse chiesto al capo dello Stato lo scioglimento anticipato del Parlamento sarebbe stata una proposta meno azzardata del pretendere di fondarsi su un blocco che va da Pininfarina a Franca Rame.”

La gestione del rapimento di Daniele Mastrogiacomo si è avvalsa della collaborazione di un attore che è apparso poi come il protagonista centrale del suo rilascio, Gino Strada. Non le sembra che quando il Presidente della Camera parli in tutta letizia di una diplomazia dei movimenti forse centri esattamente il punto, senza però accorgersi di quanto tutto ciò abbia costituito un vulnus per le nostre istituzioni? “Nessun affare di stato implica una nitida distinzione fra le organizzazioni internazionali e gli apparati statali quanto
la politica estera. Se il ruolo di Emergency è stato “debordante” è perché la politica estera del blocco Pininfarina-Rame implica di fatto che il”monocolore Strada”si trovi ad avere più potere e visibilità di Prodi, D’Alema e Parisi (al quale va dato però atto di essere il personaggio più consapevole di quanto stesse accadendo).”

Andando a fondo negli affarucci di politica interna, di fatto il voto della fiducia ha visto spiccare una figura in particolare: Pierferdinando Casini. Da un lato non lo si può accusare di essere stato determinante per il raggiungimento del quorum, e dall’altro può vantarsi di “aver salvato l’onore dell’opposizione”. Non è che tra i due figli di Battaglia, quello “intelligente” era lui? “Fra Casini e Berlusconi ci sono profonde affinità. Il fatto che la vicenda in Senato sia parsa attenuarle, se non cancellarle, non è sufficiente a fare di Casini il Follini-Pallaro di Palazzo Madama. Fra l’altro Casini siede alla Camera dove fi nora nei confronti di Prodi è stato oppositore irremovibile. Il monocolore Strada sbaglierebbe ad annoverare Casini fra i propri tifosi.”
 

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