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Periodico dell'Associazione il Circolo Università di Roma


RUBRICHE - 4 CHIACCHIERE CON...  
"La nostra università si è posta già da tempo
nella linea della riforma Moratti"
Il Rettore Marcello Foschini spiega lo stato della Luiss ed i progetti per il futuro
 
dei Condirettori
info@liberamenteonline.org
LiberaMenteN°II Dicembre 2005
 
Il nostro primo compito ora è consolidare ciò che finora si è fatto e favorire l'ingresso e la partecipazione all'ambiente Luiss" da queste parole si evince pienamente il nuovo corso che il Prof. Marcello Foschini darà alla nostra Università. Il Rettore risponde alle nostre domande sul mondo Luiss: su com'è e su come cambierà.

A distanza di alcuni mesi dal suo insediamento, cosa riscontra nello stato di salute della Luiss e quali progetti ritiene prioritari? L'attuale status della nostra università è sicuramente positivo: ci sono attività che a mio giudizio vanno rafforzate come ad esempio i tutor i quali devono informare gli studenti ed assisterli non solo in merito alle attività universitarie, bensì aiutarli fornendo loro dati sull'organizzazione, sui tempi e le modalità degli esami ed aiutarli a disciplinare lo studio. Inoltre è importante favorire la nascita di un tipo di ricerca collegiale e collettiva.

Ci sono progetti intrapresi da De Maio cui tiene particolarmente o al contrario da ridimensionare? Apprezziamo tutti il lavoro che De Maio ha portato avanti nel campo delle lauree specialistiche, noi tutti stiamo ora potenziando questi corsi facendo nascere dei corsi interdisciplinari. Alcuni sono già attivi, ad esempio quello di Law and Economics e quello di Business Administration. Un'importante priorità ora, oltre che procedere con le innovazioni, è quella di consolidare quanto fatto finora.

 Dato che si sta assistendo ad un incremento annuale del numero degli iscritti, non c'è il rischio di vedere intaccati la qualità dei servizi, della vivibilità dell'Ateneo e della didattica? In realtà, l'aumento del numero di iscritti avutosi fi nora è stato minimo, le cifre rimangono attorno ai 190 studenti per Scienze Politiche, e circa 500 per le altre due facoltà. E' stata questa una precisa scelta del Consiglio d'Amministrazione e del Senato Accademico, perché siamo consapevoli del fatto che un eccessivo incremento del numero degli studenti andrebbe a ledere la qualità dei corsi e renderebbe difficile la gestione degli spazi. L'aumento in realtà c'è stato solo a giurisprudenza dato l'elevato numero di richieste d'iscrizione. Per quanto riguarda le magistrali, l'aumento del numero di iscritti non dovrebbe creare notevoli problemi visto l'aumento degli sbocchi per gli studenti verso i nuovi corsi interdisciplinari.

 Molti denunciano un passaggio traumatico, anche nella didattica, dalla laurea quadriennale a quella del "3 + 2", in particolar modo presso la facoltà di giurisprudenza. Lei cosa ne pensa? Purtroppo a Giurisprudenza questo passaggio ha portato alla scomparsa di alcune materie, per semplificare i corsi della laurea triennale, che rendevano più completa la formazione di base e che rendevano meno traumatico l'impatto con le materie più complesse ed articolate che ora sono ripartite tra i corsi specialistici. Proprio per questo sono contento del fatto che dal 2007, per quanto riguarda la facoltà di giurisprudenza, si applicherà un metodo di "1 + 4" ovvero, la laurea si otterrà alla fine del corso e, le materie saranno meglio distribuite nell'arco dei cinque anni.

 Si parla molto di una scarsità di stage per i neolaureati soprattutto alla Laurea Specialistica, proprio in un'università che vanta un forte legame con Confindustria non le sembra che questo sia un paradosso? Guardi, con i tempi dell'entrata in vigore della nuova legge, noi non abbiamo ancora dei laureati alla specialistica, gli studenti per ora sono al secondo anno, è pur vero che bisogna vedere se gli studenti sono realmente interessati a degli stage presso le imprese, presso studi legali o altro. Al momento la tendenza sembra quella di poter piuttosto usufruire, durante il secondo semestre del secondo anno della specialistica, di agevolazioni per poter compiere delle ricerche all'estero per realizzare delle tesi più complete e aggiornate rispetto agli eventi ed alle tendenze internazionali.

 La Luiss ha da sempre una vocazione per l'ambito internazionale eppure i posti a disposizione per l'Erasmus a Scienze Politiche, ad esempio, non superano i 55, come è possibile? Il numero è sicuramente da rivedere ma la tendenza della nostra università oggi non è più solo quella di favorire attività come l'erasmus. L'intenzione è quella di fare accordi direttamente con le università straniere. Dall'anno 2007 accadrà con la Cina, infatti il primo anno verranno degli studenti cinesi in Italia e dal secondo anno, un nutrito gruppo di studenti italiani potrà andare a studiare in Cina. Come vede la tendenza all'internazionalizzazione c'è, ed inoltre stiamo lavorando per realizzare dei corsi di laurea, completamente in lingua inglese.

Cosa ne pensa della Riforma Moratti nell'ambito universitario e cosa è cambiato o cambierà qui nell'Universo Luiss con l'applicazione della riforma? Ritengo che la riforma sia nel complesso positiva, anche perché segue quelle linee in materia di didattica e di gestione del corpo accademico che da sempre la Luiss percorre. In sostanza la nostra università è, da sempre, al passo con una simile riforma. Ad esempio noi non abbiamo ricercatori che hanno vinto concorsi pubblici, noi abbiamo solo ricercatori a contratto pluriennale e questo ci permette di avere dei ricercatori sempre competitivi e "produttivi", cosa che rischierebbe di essere penalizzata da un posto "definitivo" assegnato attraverso un concorso pubblico. Gli unici cambiamenti si potranno forse avere nell'applicazione delle norme ma è anche vero che noi abbiamo sempre avuto una struttura didattica ed amministrativa assai flessibile.

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