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Onorevole,
intanto grazie per averci concesso questa intervista. Iniziamo da un recente
fatto che ha investito sia l'europarlamento che il suo partito: dopo il
"caso Buttiglione", che ha scosso l'opinione pubblica dividendola tra
cattolici filo-Buttiglioniani e fondamentalisti del laicismo istituzionale,
qual è il clima che si respira oggi all'interno del Parlamento europeo? La
vicenda di Buttiglione è stata a dir poco allucinante. Buttiglione ha avuto
coraggio. Oggi si avverte una certa ostilità nei confronti di alcuni
principi del mondo cattolico. Tutti sono a conoscenza della presenza di
lobby all'interno del Parlamento Europeo che destano non poche
preoccupazioni circa la serenità con cui lo stesso dovrebbe affrontare
argomenti seri.
Un avvenimento centrale degli ultimi mesi è stata la
firma a Roma del Trattato che istituisce la Costituzione europea. Lituania
ed Ungheria hanno già ratificato il Trattato. Sono almeno nove invece i
Paesi che per la ratifica indiranno un referendum popolare, strumento con il
quale già il Trattato di Nizza dovette fare i conti nell'Europa a 15 quando
fu bocciato dai cittadini irlandesi. Cosa prevede per il futuro della
Costituzione e qual è il Suo giudizio in merito ai suoi contenuti? La
Costituzione europea ha introdotto preziosi elementi giuridici che
rafforzano la trasparenza e la semplificazione delle istituzioni e la
partecipazione dei cittadini alla democrazia europea. Ritengo che lo spirito
di questa Costituzione possa rafforzare ulteriormente i nostri valori comuni
rappresentati nelle istituzioni sovranazionali, pur mantenendo vive le
specificità delle singole politiche nazionali. Sono convinto che questa
Costituzione potrà dotare l'Europa di un quadro stabile e duraturo per il
futuro sviluppo dell'Unione e che permetterà un futuro allargamento fornendo
al contempo, ove necessario, meccanismi di revisione. Il risultato è un
modello istituzionale forte e trasparente, a cominciare da una duplice
ridefinizione del potere europeo: in senso orizzontale nel rapporto tra
potere legislativo ed esecutivo, ed in senso verticale secondo un criterio
aggiornato di sussidiarietà. Sono fiducioso nell'impegno degli Stati membri
per una rapida ratifica della Carta europea entro il primo semestre del
2006. Solo se unita nel Trattato
costituzionale l'Europa potrà diventare credibile ed accettabile nel far
coincidere legalità e legittimità, Nazione e Federazione, sovranità popolare
ed equilibrio dei poteri. In conclusione, la Costituzione europea può creare
le basi per un'Unione sempre più ampia che non sia paralizzata dal prevalere
di interessi nazionali o settoriali, un'Europa capace di intervenire con
efficacia nelle sedi multilaterali e nei teatri lontani.
Uno degli obiettivi politici più importanti della
nuova Commissione dovrebbe essere quello di rinsaldare i rapporti
euro-atlantici, compromessi dall'intervento americano in Iraq e non ancora
recuperati in pieno. Quali sono le prospettive da questo punto di vista?
Tra le priorità del gruppo dei Popolari europei per la nuova legislatura ci
sono sicuramente lo sviluppo delle relazioni transatlantiche, promuovendo la
cooperazione al fine di garantire stabilità, sicurezza e prosperità nel
mondo, il rafforzamento del ruolo della NATO e lo sviluppo delle capacità
militari dell'Europa. Le relazioni UE-USA saranno incoraggiate da un
progetto che migliori le dimensioni politiche ed economiche del partenariato,
compreso il completamento di un mercato transatlantico. Credo che l'UE, per
poter contribuire efficacemente al mantenimento della pace e della sicurezza
nel mondo, debba dotarsi di una politica estera coerente e visibile. In
questo contesto si inserisce anche il progetto della PESC (Politica Estera e
di Sicurezza Comune) che dovrebbe affrontare sempre più questioni come
l´approvvigionamento idrico, il traffico di stupefacenti, di diamanti e di
armi leggere, che sono spesso motivo di conflitti regionali. L'Unione
Europea dovrà lavorare sulle sue capacità nella gestione delle crisi
utilizzando mezzi civili e militari, ma soprattutto privilegiando gli aiuti
umanitari, non solo come interventi post factum ma come forma di
prevenzione. La volontà espressa nell´ultimo vertice UE - USA di avviare
azioni comuni in molti settori sottolinea la consapevolezza che il lavoro in
team é piú proficuo dell'unilateralismo: ad esempio la proposta di istituire
una "comunità d´azione" transatlantica prevede tra l´altro la promozione
della democrazia in paesi quali Iraq, Palestina e Iran. La prossima visita
del Presidente degli Stati Uniti a Bruxelles va vista positivamente, così
come la sua intenzione di inviare un esperto americano per il coordinamento
dei lavori con le Istituzioni Europee impegnate nella lotta al terrrorismo.
Sono tutti segnali che è avviato il lavoro per migliorare i rapporti
transatlantici.
Un altro importante punto all'ordine del giorno sarà
quello dell'adesione della Turchia all'U.E. L'europarlamento ha da ultimo
dato il via libera all'inizio dei negoziati per il 3 ottobre di questo anno.
Quali sono i principali problemi in discussione e qual è la Sua opinione in
merito? La Turchia è oggi un Paese importante sulla scena mondiale ed in
particolare nell'area mediterranea. Alla luce degli ultimi sviluppi
positivi, la Turchia ha ormai tutte le ragioni per aspettarsi una buona
accoglienza all'interno dell'Unione. Ovviamente, la conditio sine qua non
rimane l'adempimento di tutti i criteri politici di adesione stabiliti alla
Conferenza di Copenhagen (i 31 capitoli normalmente richiesti e di cui unica
responsabile è la Commissione) e l'avanzamento rapido delle riforme
strutturali. Di fatto, la decisione di dare il via ai negoziati darà
sicuramente impulso e coraggio al Governo Erdogan per sciogliere quei nodi
che ancora rendono difficile l'adesione all'UE, e che non soddisfano appieno
tutte le sensibilità politiche europee. Saranno necessarie delle verifiche
politiche costanti e l'Unione dovrà favorire questo processo perché è
un'opportunità storica tanto per la Turchia quanto per la comunità
internazionale.
Dopo l'intervento del Presidente Berlusconi, che ha
chiaramente espresso la volontà italiana di riformare le regole di
applicazione del Patto di stabilità, anche la Germania e la Francia hanno
sottolineato tale esigenza, indicando la riforma come necessaria al fine di
ridare slancio all'economia europea, da troppo tempo in stagnazione. Il
Commissario Almunia si è come sempre dichiarato contrario ad ogni modifica.
Quale crede sarà l'esito di tale confronto? Il tema della revisione del
patto di stabilità é un tema molto caldo in questo momento. È presto per
dire come si concluderà il dibattito ma ci si auspica che si arrivi ad un
accordo all´interno dell'Ecofin prima del vertice dei capi di stato e di
governo a primavera. Mi auguro che prevarrà un orientamento di riforma
attraverso nuove regole ma senza cadere nella troppa flessibilità, regole
che portino l´Europa ad una vera crescita economica. Il ridotto tasso di
crescita dell´U.E. ed i deludenti risultati economici registrati, con
conseguenti ritardi nella produttività e nell´occupazione, ci devono
spingere a rivedere il patto di stabilità al fine di raggiungere uno
sviluppo durevole.
Lei, prima di divenire un importante uomo politico,
è stato anche nostro "collega di avventura" poiché come noi si è seduto tra
i banchi della Luiss. Chiudiamo quindi quest'intervista ringraziandoLa
ancora per la Sua disponibilità e chiedendoLe dei consigli per noi che, dopo
la laurea, ci affacceremo come cittadini europei ad un mercato del lavoro
ormai globalizzato. Il consiglio che posso darvi è quello di utilizzare
durante la vostra vita accademica tutti gli strumenti educativi che l´Europa
vi mette a disposizione, ad esempio il programma Erasmus o i numerosi
programmi di interscambio culturale, che danno la possibilità di vivere
direttamente questa dimensione europea di cui tanto si parla. Infine, una
volta laureati, consiglio vivamente a coloro che hanno intenzione di
lavorare all´interno delle istituzioni europee di fare domanda per i posti
di stage che ogni Istituzione mette a disposizione, per vivere un´esperienza
professionalmente formativa in una dimensione internazionale e
multiculturale. |