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Chi è Ferdinando Ceriani? È il direttore di questo laboratorio teatrale,
è assistente alla regia di Maurizio Scaparro e vice direttore del Thèàtre des
Italiens.
Cosa hai fatto per diventare regista? Sono nato in una famiglia che fa
teatro, dunque da piccolo ho seguito sempre i miei: ho cominciato a lavorare
come tecnico, poi ho fatto l'assistente alla regia, e dopo aver fatto la mia
prima regia ho incontrato Scaparro, sono diventato suo assistente, poi il suo
vice e ora lavoro con lui in modo proficuo.
Il lavoro che fai ti permette di conciliare il lavoro con la famiglia?
Non è semplice, ma l'importante è sapersi organizzare, perché entrambi ti
regalano sensazioni bellissime.
Come ti sei trovato a lavorare con attori non professionisti? Mi trovo
bene, anche perché se non mi fossi trovato bene non l'avrei mai fatto. Non trovo
gusto nel fare cose che non mi piacciono, soprattutto il teatro: perché se fatto
in un contesto che non ti piace lo fai male visto che è passione, emozione,
vitalità e gioia. Mi piace, mi piace molto, mi trovo bene e spero pure voi.
Ti sei divertito con noi? Mi sono molto divertito e spero di
divertirmi di più il 30 maggio.
Come e quanto ti ha arricchito questa esperienza? Mi arricchisce molto
perché c'è sempre uno scambio, voi potete imparare da me e io da voi perché il
teatro è così: s'impara sempre. E' chiaro che io ho più esperienza di voi,
perché lavoro in questo campo sempre dalla mattina alla sera, ma s'impara da
entrambi le parti…questo è il bello.
Qual è la sostanziale differenza tra noi e i veri attori? La sostanziale
differenza consiste nel fatto che voi lo fate per passione, che è la cosa più
bella per me, senza doppi fini; invece l'attore lo fa sì per passione, ma mi
sono accorto e mi accorgo tuttora che poi piano piano per loro, a parte alcuni,
diventa un mestiere. Non dico come andare a fare l'impiegato di banca, però si
entra in una certa routine, in un certo manierismo, s'ingrigiscono molto e
diventano assolutamente noiosi nella vita privata. Io ne conosco parecchi e sono
delle cose allucinanti. Se tu andassi a fare una tournè con una compagnia di
attori normali, come potrebbero essere gli attori che lavorano nei teatri
stabili, dopo due settimane ti verrebbe voglia d'impiccarli tutti!
Può essere perché replicano molte volte la stessa rappresentazione? No,
non è questo.
Si tratta di un mestiere difficile perché vive sull'emozione, la passione e il
sentimento, e non ce la fai ad essere sempre a mille: allora per forza di cose
uno ad un certo punto può diventare noioso. E subentrano molte altre cose: un
attore, qualsiasi esso sia, se dopo un certo numero di anni non raggiunge una
certa fama diventa molto acido, si incupisce, diventa antipatico. Sono quelli
che ti creano duemila problemi durante le prove, si arrabbiano se non hanno il
camerino a destra del grande attore oppure se nei saluti non entrano prima di
qualcun altro. Queste sono le cose più noiose che ci sono a teatro e sono le
cose su cui si perde più tempo in assoluto.
Quali sono gli attori più bravi e famosi oggi, a parte Peppe Guglielmino?!
Ci sono tanti attori bravi, io ti posso dire quelli con cui lavoro o con cui ho
lavorato: Valeria Moriconi è bravissima ed ha tanto da imparare, un altro attore
bravo è Mario Scaccia, poi Pebbe Barra, Giorgio Albertazzi… e poi c'è mia moglie
che è la più brava di tutti!
Quali consigli per chi volesse diventare attore o regista? Studiare
subito e molto, io
non credo a tutti quelli che dicono di essere attori e non studiano.
Fortunatamente in
Italia esistono molte scuole dove poter studiare bene.
Quanto di pagano? Non lo dirò mai!!!
Come nasce un vero spettacolo? Uno spettacolo nasce sempre da un'idea,
da un qualcosa che vuoi realizzare. Trovata quella si cerca solo di svilupparla.
Parlaci dello spettacolo di quest'anno…come è nato? Lo spettacolo di
quest'anno è legato al fatto di avervi conosciuti meglio, e avendo visto che
siete quasi tutti del centrosud mi piaceva provare a fare uno spettacolo che
fosse più vicino alla vostra cultura, anche per permettervi di incontrare degli
autori delle vostre terre che forse non conoscete bene. Da questo siamo arrivati
a concepire lo spettacolo trovando negli autori meridionali il filo conduttore
di tutte le varie scene, perché essendo tantissimi non si riesce a sviluppare
dei personaggi. Mi piacerebbe moltissimo fare un testo unico, vero, com'è
stato Pirandello nello spettacolo dell'anno scorso, perchè facendo un testo VERO
ci sono personaggi che si articolano in varie fasi e un attore può veramente
dare
di più. Lo spettacolo di quest'anno è spezzettato, ma non si poteva fare
altrimenti dato che siete 40 e non è possibile trovare un testo con tanti
personaggi.
Perché le persone dovrebbero venire allo spettacolo del Laboratorio teatrale
Luiss il 30 maggio? Perché c'e' un gruppo di ragazzi appassionati che danno
vita ad un bello spettacolo, perchè è una festa teatrale.
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